Progettazione sostenibile del Paesaggio
Introduzione
Nel corso della sua esistenza l’essere umano ha sempre usufruito dell’ambiente per ottenere benefici di vario tipo. Con l’avvio delle attività industriali, le attività antropiche sono spesso state svolte effettuando uno sfruttamento selvaggio che ha portato in numerosi casi a situazioni di degrado e conseguente perdita delle risorse naturali, trascurando qualsiasi politica di conservazione.
Negli ultimi decenni nelle società delle aree industrializzate è maturata la coscienza della fragilità e sensibilità ambientale, tentando di recuperare le situazioni problematiche, pianificando l’utilizzo delle risorse, valorizzando la conservazione attraverso l’uso sostenibile del territorio.
Tutte queste attività devono necessariamente essere precedute da approfonditi studi conoscitivi che indaghino e quantifichino le caratteristiche ed i beni ambientali, mediante un approccio multidisciplinare, in cui vengano affrontati tutti gli aspetti naturali ed antropici (storici, architettonici, culturali, socio-economici, etc).
Attraverso questi studi vengono definite le numerose tipologie di paesaggio presenti in un territorio. La loro definizione consente di pianificare un razionale utilizzo ed una corretta tutela.
In questa ottica è stata avviata la Convenzione di ricerca tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna ed il Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Cagliari, che nel corso del 2005 ha effettuato lo studio dei contesti paesaggistici della Regione Sardegna, definendo una metodologia per il riconoscimento e l’individuazione delle componenti geopedologiche ed agronomiche dei principali paesaggi agro – pastorali regionali.
Obiettivi
Le attività svolte nell’ambito della convenzione hanno mirato alla definizione di un quadro regionale dei principali pedopaesaggi, definiti come macro-unità, da utilizzarsi come elaborato di riferimento per studi di dettaglio di ambiti territoriali più ristretti (livello comunale e di bacino).
Per questi è stata messa a punto una metodologia di lavoro, che permette di individuare le unità di paesaggio caratterizzanti a cui associare delle indicazioni basilari di gestione, e che è stata applicata con successo ad un’area campione del Sulcis-Iglesiente.
Lo studio qui presentato, inoltre, vuole portare un contributo metodologico per la definizione dei criteri da adottare nella scelta delle destinazioni d’uso, sottolineando l’importanza della geopedologia nelle indagini preliminari per la pianificazione paesaggistica.
Risulta infatti fondamentale per la gestione e tutela del territorio e dei suoi paesaggi la conoscenza dei suoli presenti, che per le loro caratteristiche e le loro funzioni rappresentano i direttori della pianificazione.
Riferimenti legislativi
Il consumo di suoli di elevato pregio agricolo è stato riconosciuto come uno dei principali processi di degradazione fisica del suolo nell’isola (Vacca et al., 2002). Tale fenomeno è chiaramente presente in molte altre aree del pianeta (Raimondi et al., 1995; Blum, 1998; UNEP-EEA, 2000; CCE, 2002), ma assume una particolare rilevanza laddove i suoli di elevato pregio agricolo occupano superfici modeste. In Sardegna, i suoli destinabili ad agricoltura intensiva occupano una superficie limitata, inferiore al 20% del territorio regionale (Aru et al., 1990, 1991). Pertanto, il loro consumo o degrado irreversibile costituirebbe un enorme danno per la già debole economia dell’isola ed andrebbe quanto più limitato e controllato.
Secondo quanto imposto dalla normativa vigente (D.Lgs 42/04 e succ. mod. e PPR), i comuni che ricadono all’interno delle aree sottoposte a pianificazione paesaggistica sono tenuti ad adeguare i propri strumenti urbanistici comunali alle previsioni generali e ai vincoli d’uso imposti dal Piano Territoriale Paesistico. Inoltre, la ripartizione delle aree agricole in sottozone agricole deve essere stimata in base allo stato di fatto delle caratteristiche geopedologiche e agronomiche dei suoli e della loro attitudine e potenzialità colturale con idonea rappresentazione cartografica. Questi studi hanno lo scopo di valutare e valorizzare la produttività potenziale dei suoli, garantendo la tutela del suolo e degli aspetti ambientali del territorio di maggior pregio.
Pagina aggiornata il 23/02/2024