Consistenza del paesaggio rurale in Sardegna


Consistenza naturale, architettonica, culturale, sociale e storico-istituzionale del paesaggio rurale in Sardegna. Elementi per un Atlante Regionale dei Paesaggi Rurali

Un primo passo per il riconoscimento della complessità e dello spessore del paesaggio rurale in Sardegna consiste certamente in alcuni riconoscimenti interdisciplinari dei suoi caratteri e della sua articolazione. A questo percorso di conoscenza assegniamo la definizione di "Atlante", nella convinzione che questo strumento, tratto dai classici apparati geografici, possa contribuire a rendere più riconoscibile il rapporto spazio-società, l'interazione uomo-ambiente, comunità-territorio nella costruzione dei paesaggi rurali regionali. Una metodologia possibile per la costruzione di un "Atlante", o di un insieme di atlanti, per un profilo regionale dei paesaggi rurali, consiste certamente nella messa a punto e nel confronto delle tassonomie già disponibili nei differenti contesti disciplinari, al fine della costruzione di apparati per il riconoscimento e per la classificazione dei paesaggi rurali regionali (in termini di identità e distinzione) con la individuazione preliminare delle "tipologie di paesaggio". Una individuazione preliminare di tali "tassonomie" è stata cartografata in cinque tavole che esemplificano preliminarmente il riconoscimento dei quadri di sfondo:

  1. la carta dei morfopaesaggi
  2. l'atlante delle tipologie costruttive rurali
  3. l'atlante dei materiali da costruzione del paesaggio rurale associato ai grandi sostrati geolitologici subregionali
  4. l'atlante dei tipi edilizi e delle architetture rurali
  5. la carta dei pedopaesaggi

Si tratta di sintesi originali i cui materiali di base derivano dagli studi più aggiornati nei differenti campi delle scienze della natura e dell’architettura, che vengono messi in relazione in forma inedita per disegnare i primi scenari del riconoscimento dei paesaggi rurali regionali in alcune delle loro componenti essenziali.

Il punto di vista geo-pedologico si è posto come elemento di sfondo, in quanto utilizza prevalentemente il dato relativo ai suoli, che costituiscono come è noto la componente del sostrato naturale del paesaggio che fa da interfaccia con gli utilizzi umani. Questa metodologia si pone il problema di individuare areali come “unità paesaggistiche complesse” capaci di descrivere in prima approssimazione il territorio regionale da un punto di vista rilevante ai fini della tutela o almeno del riconoscimento di base dei caratteri dominanti alla scala dell’intera Sardegna. In questo senso, le “unità” integrano fattori del sostrato geo-litologico con le caratteristiche e la produttività dei suoli e con le grandi morfologie del territorio, descrivendo uno degli aspetti possibili delle grandi geografie del paesaggio rurale della Sardegna.

Su questa descrizione e sui suoi areali è stata proiettata una “carta dei tipi e delle culture costruttive” della Sardegna, con riferimento particolare alla costruzione muraria intesa come emblematicamente rappresentativa dell’intero patrimonio delle culture costruttive locali.

Una ulteriore relazione significativa è stata sperimentata nel proiettare sulla carta del sostrato geo-litologico il sistema dei materiali da costruzione dei paesaggi locali. Con questa rappresentazione si è ulteriormente messa in rapporto la scala generale con la dimensione puntuale della “costruzione dei paesaggi”: recinzioni e murature dell’edilizia rurale, margini costruiti dei villaggi sulle campagne sarde vengono collegati alla dimensione locale dell’uso del materiale (terra e pietra).

Infine, le gradi morfologie del paesaggio regionale vengono messe in relazione con i Tipi delle costruzioni rurali, evidenziando come la dimensione spaziale e le logiche di aggregazione della casa rurale costituiscono un connotato estremamente significativo dei paesaggi subregionali. In definitiva, questa carta suggerisce la forte integrazione degli assetti ambientali con la costruzione architettonica dell’intervento antropico, evidenziando caratteri di fondo che costituiscono ormai la componente “di lunga durata” dei quadri regionali.

Pagina aggiornata il 23/02/2024

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